Questo articolo e’ dedicato a tutti coloro che voglio cimentarsi nel mondo della birra fatta in casa con l’intento di produrre delle varietà poco commerciali a costi contenuti , senza grandi investimenti in termini di tempo e con pochissime possibilità di sbagliare.

Per riuscire nel nostro intento bisogna partire dai malti preparati , ne esistono una grande quantità sul mercato grazie ai quali e possibile cimentarsi nella realizzazione di decine e decine di ricette birraie.

Oggi descriverò la realizzazione di 23 litri di birra utilizzando un Malto Preparato distribuito in Italia da Mr.Malt ma di produzione  della Inglese Muntons . In realtà e’ tutto molto semplice , basta seguire le istruzioni sintetiche ma efficaci riportati sul barattolo

Si inizia con igienizzare tutto l’occorrente , personalmente utilizzo dei contenitori inox da 30 litri per olio che igienizzo con del metabisolfito ( contro i pareri dei vari Guru birrai e senza mai aver avuto un problema di infezione o di mancata fermentazione ) . 50gr di metabisolfito in 10 litri d’acqua , una energica pulita con una spugna da lavapiatti usata per queste occasioni ( utilizzate sempre sei guanti in gomma per evitare il contatto della pelle al mix di acqua con metab.), una efficace risciacquata con acqua corrente ,eseguo anche una pulita ai mestoli ed all’ apri latta per precauzione e sono pronto per la realizzazione.

Pongo la latta immersa in una pentola riempita di acqua che porto ad una temperatura di pre ebollizione (quando si vedono le prime bollicine risalire dal fondo ) per 10 min. in modo che il malto contenuto al suo interno diventi bello liquido .Mentre la latta riscalda verso 4 litri di acqua in una pentola e portando anche questa in pre ebollizione per poi versare lentamente il kg di zucchero ,contemporaneamente mescolo in modo da farlo sciogliere completamente.

Ci siamo , sono passati 10 minuti apro la latta e verso tutto il suo contenuto dentro la pentola contenente acqua e zucchero che nel frattempo continua ad essere sul fuoco. Miscelo mentre verso fino a che non svuoto tutta la latta , spengo il fuoco ed immergo la pentola nella vasca del lavandino che avevo riempito di acqua fredda in modo da accelerarne il raffreddamento del composto.

Prendo un bicchiere di vetro metto 3 dita del composto di malto+zucchero+acqua ed aspetto che anch’esso si raffreddi fino a temperatura ambiente . Raggiunta la temperatura , apro la bustina del lievito e la verso nel bicchiere , mescolo con un cucchiaino e lascio riposare per 10 minuti in modo che i lieviti iniziano a svegliarsi.

Nel frattempo ricambio l’acqua all’interno del lavello con altrettanta acqua fresca , quando il composto ha raggiunto la temperatura ambiente decido di testarne il gusto … acqua ,zucchero e malto liquido … dovrebbe dare l’idea di come sarà il risultato finale ? Si sente particolarmente la luppolatura e questo non me lo aspettavo dato che l’ IBU su etichetta riporta un valore di 21/23, infatti mi chiedevo : ma perché si chiama bitter con un Ibu non cosi alto ? Ed ecco che e’ arrivata la risposta… Ok non vado matto per le amaricate ma almeno avrò una bella ambrata .

Verso il composto nel fermentatore inox da 30 litri ed inizio ad aggiungere acqua …. ok dovrei aggiungere un totale per 23 litri di composto ma a questo punto voglio applicare un po di tecnicismo. Prendo il mio rifrattometro ed a 20 litri leggo 12 brix (densità iniziale OG) , ho paura che aggiungendo altra acqua scenderà di parecchio . Ne aggiungo solo un altro litro e mezzo ,mi fermo e rimisuro : 11 gradi , decido di non versare altra acqua .

Aggiungo al composto il contenuto del bicchiere con il lievito che a questo punto dovrebbe essersi svegliato del tutto dopo l’abbondante colazione  e miscelo con il mestolo energicamente per un minuto circa.

Sigillo il coperchio del contenitore , inserisco il gorgogliatore e lo ripongo in un posto caldo della casa.

Tempo di tutta l’operazione 1 ora circa, dopo 6 ore il gorgoglio è partito …

Sono passati 8 giorni il gorgoglio si e’ notevolmente attenuato ma non arrestato del tutto, procedo con il travaso in un fusto inox da 50 litri tramite un tubo in gomma attaccato al rubinetto del fermentatore da 30 litri . Faccio attenzione a non travasare il sedimento dei lieviti fermandomi all’altezza del rubinetto. Siggillo il fermentatore da 50 litri e lo lascio riposare per un’altra settimana.

Trascorsa la seconda settimana inizio ad imbottigliare ponendo le bottiglie direttamente al rubinetto del fermentatore da 50 litri , riempio le bottiglie fino ad arrivare al livello minimo di presa del rubinetto del fusto. Eseguo il priming versando 2,5/3 grammi di zucchero nelle bottiglie da 1/2 litro da Pub e sigillo e chiudo con il tappo meccanico .

E’ passata una settimana apro la prima bottiglia di birra , il sapore e’ buono ed il colore ambrato senza residui , c’è un minimo segno di carbonizzazione ( avro’ sbagliato qualcosa , il volume del secondo fermentatore era troppo elevato rispetto al contenuto ? E’ rimasto troppo tempo a riposare nel secondo fermentatore ? Oppure semplicemente e’ troppo presto.

Decido di prelevare 6 bottiglie ed aggiungere del lievito fresco opportunamente inoculato in modo da capire tra due settimane se la carbonizzazione sara’ avvenuta nelle bottiglie lasciate a riposare o in quelle con il lievito aggiunto od in entrambe e con quale differenza

Altra settimana trascorsa, ..lo so vado di fretta a causa della mia morbosa curiosità , apro una bottiglia dove ho aggiunto il lievito ed e’ già carbonata, il sapore e’ ottimo la birra ha un bel colore ambrato e dopo averla bevuta la gradazione alcolica si sente . Aver deciso di aggiungere acqua fino a raggiungere i 12 brix ha sicuramente contribuito a dare una robusta gradazione alcolica, applicando la formula  % vol = (0,6757 x ºBrix) – 2,0839 (trovate qui un utile file excel di aiuto)  , la gradazione ottenuta risulta 6% e si sentono tutti . Quindi se preferite le birre piu’ soft adeguate i litri in base alla ricetta originaria .

Il giorno successivo decido di aprire una bottiglia imbottigliata senza l’aggiunta di ulteriore lievito , anche questa e’ stata carbonizzata, quindi sicuramente il lievito aveva bisogno di tempo per risvegliarsi . Aspetterò un’altra settimana per aprire altre bottiglie.

Continua….

 

 

 


Antonio

Sono un imprenditore con la passione della tecnologia e della buona cucina .

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